Quel che bisogna fare innanzitutto
è guardar bene e sceglier la carrozza:
ti occorre stare attenta proprio a tutto,
che se con quel che devi fare cozza
tu rischi di passare un viaggio brutto,
tanto più se è una vettura ben sozza.
Fra poco imparerai a conoscere quali
vagoni sono agli interessi tali e quali.
Per chiacchierare con l’amico bene,
un di fronte all’altro mettersi è meglio
ché, ti assicuro, scansa molte pene:
potrai parlare per tenerlo sveglio,
potrai allungare la gambe bene,
e niente torcicollo, “che è meglio!”
Di solito gli amici salgon dopo:
prendi loro un bel posto, com’è d’uopo.
Proprio del posto si deve parlare.
Non cascarci a salir sulla carrozza
col fischio: meno gente esserci pare
rispetto a altrove, dove fa la cozza.
Su quella troppo calda non saltare
perché rischi di perdere la strozza.
Stai attenta anche a quella congelata
perché rischi di scendere malata.
Un grande ingannatore è lo scaldino
sul quale cuocere potresti un uovo.
Non bisogna così starci vicino:
se la mia scarpa appoggio non ritrovo
ancor la suola: ma slitto un pochino
e prendo un non bollente posto nuovo.
Ma il caldo troppo esterna non mi porta
perché poi tocca a me chiuder la porta.
Stai attenta ai sedili polverosi
(a quelli della prima declassata),
a quelli, coll’estate, appiccicosi,
a quelli con la cicca appiccicata,
a quelli bassi, che son dolorosi.
Nel caso che tu voglia riposare,
un comodo appoggino devi trovare.
Non star vicino alla porta d’inverno,
perché lo spiffero è sempre in agguato.
D’estate dovrai fare un viaggio eterno
privata di un finestrin spalancato.
Per sederti sta’ attenta al posto alterno
del sole: solo col freddo è apprezzato.
In ultimo, se è bello, è bello stare
al finestrino i monti a contemplare.
Se per caso a Barasso non c'è posto
sta’ attenta e pronta e guarda i liceali
ché son piccoli e certo scendon tosto.
Se trovi un grasso, dotati di ali
ché puzza molto e non ti lascia posto.
A volte invece incontri bimbi tali
da far emergere subito il perché
sia sì fondamentale l’mp3.
Fa la musica, infatti, da isolante
contro il casino e la gran confusione.
Ma sappi che c’è un gran discriminante
tra la musica classica (invenzione
grande che fa studiar pagine tante)
e musica dance o rock, da stazione
radio pop: ma ricordati almeno
che quasi mai si può cantare in treno!
Dopo Casbeno non telefonare,
come non far tra Varese e Malnate:
non prende quasi mai il cellulare:
é sempre meglio aspettare Tradate.
Di questo poi ti devi ricordare:
aver sempre pile caricate,
perché, mi dimenticavo di dire,
senza può capitare d’impazzire.
In un bagno nel treno non sperare,
nessuno si prenderà di te cura:
se scappa, addosso te la devi fare
(mai è successo, non aver paura).
Se a casa è bello non ti puoi fidare:
puoi a Milano trovar pioggia pura;
ma non importa portar l’ombrellino:
te lo vende di certo il marocchino.
Or quasi l’ultimo suggerimento:
se siamo arrivati al primo del mese
e non hai fatto già l’abbonamento
sai evitar delle inutili spese?
Dì: “L’ho lasciato giù in appartamento”
o “Son salita a Morosolo”; e se
non te ne viene, lì per lì, nessuno,
non ti resta che dire: “È già l’uno?!”
[...]
(Veronica Copello)